La Rennina ha ripreso a lavorare, le vacanze sono finite e il rientro in ufficio è stato duro, anche se mitigato dalla presenza della collega Mugu, tornata tra le file operative per qualche ora al giorno.
Le ferie non sono state tanto belle come sognato…le solite tensioni e incomprensioni con la famiglia della rennina hanno fatto sentire il loro peso purtroppo.
Quest’anno poi niente regaloni per la Rennina e il barbaGianni, solo un pacchettino da aprire alla mezzanotte del 24 e la promessa che il 2012 diventerà il nostro anno, perchè otterremo quello che più desideriamo: una casa nostra e un piccolo nuovo componente della famiglia…che non sarà un nuovo Fred (lui certamente resterà con noi eh?!) ma un esserino (possibilmente) con il sorriso della rennina e gli occhi del barbagianni, espansivo come lo era la nonna Grass ai tempi d’oro e l’intraprendenza della nonna Mina. Un topaccino insomma.
Le premesse ci sono, i tempi sono quasi maturi. Mancano solo giusto due “piccole” cose…trovare la casa giusta e perdere i chili di troppo.
La rennina in questi mesi ha infatti esagerato…è lievitata come una torta, prendendo ben 25 chili!!!! Ora bisogna correre ai ripari, la rennina non può fabbricare un topaccino in queste condizioni, per cui con l’anno nuovo e il rientro al lavoro sono iniziate anche la dieta (seria) e l’attività fisica.
La rennina ha ripreso così con grande tenacia a frequentare la v-palestra, super complesso con ogni sorta di attrezzo e aggeggio per fare movimento, tonificare, rinforzare e allenare i muscoli; pieno di simpatici e aitanti v-omini rossi che ti seguono per ogni esigenza, proponendoti schede di lavoro con miriadi di esercizi e corsi dai nomi più improbabili.
Dopo un iniziale periodo in cui ha optato per i soliti tapis roulant e cyclette, ora la Rennina ha scoperto le gioie della v-piscina, una vasca di 25 metri dove può nuotare liberamente o frequentare corsi in acqua, ma soprattutto dell’attigua area relax dove, alla fine di tutto, può svaccarsi in sauna, addormentarsi nell’idromassaggio o sudare nel bagno turco, uscendo poi stanchissima ma rilassata e di buon umore.
Un grande aiuto, sotto tutti i punti di vista e un ottimo modo di cominciare l’anno nuovo, indubbiamente!
La rennina torna ancora una volta poco prima delle ferie. Meno due giorni al congedo natalizio. Anche questa volta non vede l’ora di allontanarsi da questo covo di serpi false e perfide, con però una speranza: a gennaio, al rientro, la collega Mugu della Redazione tornerà in ufficio, sebbene per solo 4 ore al giorno. La rennina non sa quanto questo potrà aiutarla a gestire la valanga di lavoro che le cade addosso non appena riesce a chiudere un progetto e a respirare un attimo, sicuramente però sarà un piacere avere vicino qualcuno che fa il tuo lavoro e che è dalla tua parte, che sa quali sono i tuoi problemi e necessità e non si preoccupa solo di avere in fretta le cose fatte per far vedere che è bravo, professionale ed efficiente.
Poi la collega Mugu è un’amica oltre che una collega, e l’arrivo del piccolo Seba l’ha addolcita molto. O forse l’ha addolcita lo stare fuori di qui per quasi un anno? Chissà.
Comunque tante cose sono cambiate anche per la rennina che, da quando ha incontrato lo stregone Merlino che le ha dato qualche pozione alle erbe, ora si sente un’altra persona e non conosce più quel batticuore molesto che spesso le rovinava la giornata fin dal risveglio.
Ora la rennina vive le cose con maggiore serenità e obiettività. Riesce a osservare la realtà con un distacco diverso, che le permette di essere più conscia dei propri limiti e pregi, ma soprattutto di quelli delle persone che le stanno intorno. È diventato così facile scegliere di tagliare i ponti con le persone che si trovava a frequentare perché costretta, perché “fidanzata di…” o “amica di…”, con cui non aveva nulla da spartire e che non apprezzava. Ha imparato a dire “non voglio fare così, perché non è da me”, ha imparato di più a dare ascolto a se stessa e a dare spazio a se stessa. La rennina sta bene.
Anche se in realtà le cose intorno a lei non girano proprio nel verso migliore… oltre al lavoro, c’è il problema della casa e il barbaGianni che non sta bene, la famiglia assente e gli amici in corso di “aggiornamento”… ma nonostante tutto questo la rennina non è depressa, mogia o triste. Pensa. Pensa e pensa. Pensa a come rispondere alla domanda che le frulla in testa da tempo ormai: “che cosa vuoi fare della tua vita?”, perché è conscia che la vita è sua e solo sua e può decidere di fare quello che meglio crede, basta che ne sia convinta.
La scelta. La rennina può ancora scegliere, questo le dà speranza e positività perché, anche se la risposta non è ancora arrivata, è dentro di lei e uscirà, ma la rennina non ha più paura, si prepara a scoprire cosa le riserva il futuro.
Mancano 45 minuti all’orario di uscita, e la rennina già pregusta il momento in cui metterà gli zoccolini fuori dall’ufficio e sarà in ferie per ben 29 giorni…niente più tensioni, niente più arrabbiature, niente più levatacce e corse folli per stare dietro a tutto.
La situazione sul lavoro non è certo migliorata, anzi…di questi mesi la rennina potrebbe ben dire: “guarda, è successo di tutto!”.
In Redazione c’è stata la rivoluzione.
Il collega Mario e Lucy Van Pelt se ne sono andati, il primo in maniera plateale, licenziandosi nel giro di 10 minuti, la seconda ha fatto tutto in silenzio, alla maniera dei maniaci che si dileguano alla chetichella dopo aver molestato la povera vittima, dimostrando una volta per tutte che effettivamente le mancavano parecchi venerdì…ma anche diversi giovedì, sabato e mercoledì…
La collega Mugu finalmente è diventata mamma, ad aprile è nato il suo nanetto, e lei è felicemente a casa e ce lo porta appena riesce, lasciandocelo spupazzare a suon di “sci mu come sei bello” o “puccipuccipucci!!!”
Svantaghirò ha infine capito come fare a riprodursi abbastanza in fretta e a gennaio, nel pieno del delirio più totale, ha scoperto di essere in attesa di un pupazzo, che probabilmente sarà il primo caso di neonato con disturbo ossessivo-compulsivo considerando che sua madre: ogni mattina alle 9 apriva una bottiglia NUOVA di acqua da 2 LITRI (perché il dottore le aveva detto di bere tanta acqua) per poi buttare quel che ne restava (spesso anche più della metà) alle 18 quando usciva dall’ufficio; chiedeva appositamente alla sciura del locale qui vicino di comprarle la carne rossa o il pollo per il pranzo del giorno dopo, manco fosse stata la sua chef personale; rifuggiva con orrore da qualsiasi forma di cura personale del corpo, evitando creme, smalti, tinte e abiti succinti, perché “non sta bene”. Oltre a essere in totale balia degli ormoni, con scenate e pianti improvvisi e immotivati seguiti da risate e schiamazzi; la svantaghirò in dolce attesa dopo 3 mesi aveva già deciso che era troppo stancante venire al lavoro e che qualsiasi cosa lei facesse o dicesse di sbagliato (sovente un buon 70% di quello che produceva e/o esprimeva) era da giustificare con “ma io sono incinta!”.
La rennina così si è trovata a lavorare circondata da tale mentecatta, dal solito capo Pippo e da una nutrita schiera di lecca(peeep!!!) con la libertà di sguazzare e imperare a piacimento. Era dura…
Ma non solo.
Ad aprile la rennina è stata “caldamente” invitata dal capo Poldo a recarsi con lui, Pippo e un’altra collega a Chicago durante il ponte di inizio giugno, come referente della redazione per un importante congresso di Oncologia. Un’esperienza nota ai più come un tour de force drammatico, massacrante, con levatacce a orari improbabili e orari di lavoro indecenti, in un paese straniero, distante 9 ore di aeroplano dal cespuglietto e dal BarbaGianni.
Così la rennina ha dovuto affrontare un viaggio lunghissimo per arrivare in una città dove in strada pativi 35 gradi e un’umidità del 97%, mentre nei negozi, alberghi e luoghi chiusi in genere si sfioravano appena i 17 gradi e c’era la bora; con la sveglia alle 6 ogni mattina perché le toccava sempre la presentazione delle 8; e vogliamo parlare del cibo? La rennina, notoriamente una buona forchetta, era costretta a mangiare schifezze immani perché il popolo americano pensa che cucinare bene significhi impiastricciare qualsiasi cosa di salse, salsine e intingoli untissimi, ma peggio di tutto, era tenuta per lavoro a riverire un branco di sfaccendati sfigati che la trattavano come una cameriera e si approfittavano del loro ruolo.
Ma non solo.
Al rientro a Milano, la collega svantaghirò ha deciso di gettare la maschera e, siccome in ufficio la trattavano come una normale, sana, donna in gravidanza e le davano lavoro di conseguenza, ha ben deciso di inventarsi che non stava bene e s’è fatta mettere in maternità anticipata. Così la rennina nel giro di 2 giorni si è ritrovata da sola a gestire quello che era il lavoro di 5 persone, le paturnie di Pippo e tutta una serie di cose che non aveva mai fatto. A tempo indeterminato…perché pare che nessun sostituto giungerà…
Però c’è da aggiungere che…
In tutto questo delirio la rennina ha potuto vedere una famosa città piena di grattacieli, provare l’ebbrezza di un volo intercontinentale, scoprire una nuova collegamica con cui condividere la passione per lo shopping sfrenato e conoscere il lato nascosto di due persone che dovevano essere i suoi integerrimi capi, ma che alla fine condividevano con lei la loro Coca o il gelato, in stile “vuoi un sorso?” e “ci smezziamo un creme caramel?”.
E anche essere l’unica reduce della mattanza in redazione ha avuto i suoi vantaggi…all’insegna del: “non mi paghi = lavoro il minimo indispensabile” la Rennina viene in ufficio tutti i giorni, si siede alla sua scrivania e lavora. Sta imparando tante cose, il rapporto con Pippo migliora e sta intessendo un sacco di bei rapporti con colleghi di altre divisioni che prima non vedeva quasi.
E proprio con una di queste la rennina andrà in ferie questa estate: Erika.
E tra 15 minuti è in vacanza….buona estate!