Filed under: Dottori e Veterinari | Tag: ago, Donare il Sangue, infermieri, livido, medici, Policlinico, prelievo, puntura, visita medica
BarbaGianni, oltre a essere Un caso da Dr Jeckill e Mr Hyde è anche una persona altruista e disponibile: oltre al volontariato una volta alla settimana, nel tempo libero cura la rete informatica e il sito della Pubblica Assistenza dove presta servizio come soccorritore e, dulcis in fundo, è donatore di sangue, ormai da 15 anni.
Nel passato barbaGianni ha cercato in ogni modo di coinvolgere la Rennina in quest’ultima attività, ma senza successo…la Rennina con aghi e prelievi ha avuto esperienze un po’ traumatiche…
Tuttavia, qualche settimana fa, la Rennina si è decisa: voleva anche lei donare il sangue.
Così, di buona lena, ha seguito barbaGianni e, nonostante fratello speciale (che dona anche lui) avesse sempre detto che in realtà non è un ago quel che usano per il prelievo, bensì una sorta di “matita cava”, che fa male e a me ne avrebbe fatto il doppio, la Rennina si è presentata al bancone del padiglione Marangoni del Policlinico con la speranza di riuscire a donare il suo sangue, ci teneva.
Da quel momento la Rennina ha incontrato tante persone simpatiche, chi le ha bucato un dito per controllare che il suo sangue potesse andare bene, chi le ha fatto domande di ogni sorta per sapere se fosse una rennina viziosa con comportamenti rischiosi, chi le ha toccacciato pancia, collo e ascelle per vedere se era tutta sana…ognuno però rigorosamente con il sorriso sulle labbra.
Alla fine di tutto questo percorso, la Rennina (ormai anche lei col sorriso sulle labbra) si è trovata sulla soglia della sala prelievi.
Lì per lì il sorriso si è spento, vedendo queste gentilissime infermiere che giravano con sacche vuote e piene di quel prezioso liquido rosso scuro (che, ahimè, si può solo donare) da cui penzolavano tubi con aghi che avrebbero fatto impallidire un orso.
Una decina di letti ospitavano altrettante persone cui stavano facendo il prelievo o che avevano appena finito, l’atmosfera era serena, dalle finestre aperte si intravedeva un bel cielo azzurro ed entrava una profumata brezza fresca.
Di barbaGianni, che si era impegnato a stare vicino alla Rennina in questa prima esperienza, non c’era traccia.
Dopo qualche attimo un’infermiera con gli occhiali, aria materna e sorrisone, si è avvicinata chiedendo:
“Sei tu la Rennina?”
(…!!!!!!)
“vieni che ti spiego bene tutto”
A quel punto la Rennina è stata trascinata verso un letto e fatta sdraiare, mentre Infermiera con gli occhiali spiegava cosa avrebbero fatto, cosa sarebbe successo dopo e la rassicurava dicendole che avrebbe dovuto stare assolutamente tranquilla e chiamare in caso di qualunque necessità.
La Rennina ha finalmente reagito:
“posso usare il vostro bagno per favore?”
In certi momenti bisogna ascoltare il proprio corpo.
Dopo una decina di minuti la scena si stava ripetendo, la (super-paziente) Infermiera con gli occhiali stava spiegando nuovamente ogni cosa alla Rennina, che era stesa sul lettino, preda di pensieri confusi e incontrollati:
(…devo stare stesa e rilassata…ma che fa già con l’ago???E la sacca?? Dove la mette? Ma sul lettino con le scarpe? E che fa con quel laccio? Ah ma è proprio così ??…)
A quel punto Infermiera con gli occhiali stava già per infilare l’ago.
“Scusi Infermiera con gli occhiali, per favore, abbia pazienza, io temo di poter muovere il braccio se mi infila quell’ago così, senza cerimonie…sa, è una reazione riflessa..“(in realtà sono una fifona e potrei urlare se non mi coccola un po’…)”
Infermiera con gli occhiali, che di esperienza con gente come la Rennina ne ha sicuramente tanta, ha sorriso e ha risposto:
“va bene, stringiamo bene qui e lei pensi al suo capo”
Pensare al mio capo?? A Pippo? Colui che ha avulso dal suo vocabolario la parola “disponibilità”? Colui che ama praticare lo sport “ignoriamo le richieste dei miei dipendenti?” L’uomo che prende lucciole per lanterne ma in ogni caso la colpa è sempre tua?
“quel fetente del mio capo”
Infermiera con gli occhiali: “ah sì, sarà sicuramente più che fetente, i capi lo sono sempre!”
E ZAC!! Ha infilato l’ago.
È stato un attimo, un attimo in cui la Rennina stava ricordando le volte in cui in redazione passava il tempo a rompersi la testa dietro a richieste incomprensibili, a cercare informazioni che nessuno sapeva darle, a farsi domande e rispondersi da sola, perché Pippo non aveva mai tempo per darle retta. Così concentrata su altro, la Rennina non si è accorta che intanto la “matita modificata” si era fatta strada nella sua zampina, senza che questa venisse mossa e senza che arrivasse alcun dolore lancinante.
Infermiera con gli occhiali è davvero in gamba, non c’è che dire.
A quel punto, ormai tutta bardata e con l’ordine di restare immobile e rilassarsi, la Rennina ha iniziato a vagare con lo sguardo per la sala e ha trovato al suo fianco barbaGianni, che le ha spiegato che si era intrattenuto fino a quel momento a chiacchierare di inezie varie con un suo amico medico…
BarbaGianni si è steso su un lettino di fronte alla Rennina e ha trovato l’amica Infermiera coi riccioli, con cui ha legato dopo tanti anni di donazioni, che si è occupata del suo prelievo… senza scenette stavolta…
Dopo una ventina di minuti la Rennina era sul letto di barbaGianni, entrambi ormai già seduti a gustarsi rispettivamente succo di frutta e the gentilmente offerti loro da solerti volontarie.
La Rennina sentiva un certo fastidio al braccio del prelievo e guardandolo ha notato che era un po’ violetto e dolorante.
Ha accennato alla cosa con indifferenza, senza darci peso, a bassa voce…
“emh…a me fa un po’ male”
A quel punto si è scatenato il delirio, un’infermiera e due volontarie con camice bianco si sono avvicinate, una ha preso il braccio per guardare, l’altra ha tolto il cerottino appena messo e un’altra ancora ha schiacciato senza complimenti l’area dolorante.
La Rennina, un po’ confusa da tutto quel trambusto, osservava il livido che si stava formando…A quel punto, la volontaria con il camice bianco e l’aria arcigna ha sgridato la Rennina:
“lei non ha schiacciato bene quando le hanno tolto l’ago!!!”
“…???”
“ora si sposti lì sul quel letto, e schiacci forte!!”
La Rennina è stata spostata su un lettino libero, in castigo perché “non aveva schiacciato bene”, sforzandosi di farlo quanto più riuscisse con una mano sola e il braccio steso.
Nei successivi 10 minuti Volontaria con il camice bianco e l’aria arcigna è tornata a controllare ogni 30 secondi che la Rennina facesse quanto le avevano detto, con l’aria schifata di chi deve risolvere un problema di Stato causato dall’incapacità e corruzione dei governanti. Alcune volte l’accompagnava anche la dottoressa Minù, una donnina piccola con i capelli grigi, la crocchia e due dolci occhioni azzurri, che controllava il braccio di Rennina e quel che faceva Volontaria con il camice bianco e l’aria arcigna.
Dopo 10 minuti di questa tortura, Volontaria con il camice bianco e l’aria arcigna ha finalmente accompagnato la Rennina e barbaGianni nell’area ristoro, liberandoli.
La Rennina è uscita contenta, è tornata a salutare Infermiera con gli occhiali e a ringraziarla ed è andata a spazzolarsi due piatti di pasta al ragù con il buono pasto che le avevano dato. È stata una bellissima esperienza e Rennina certamente tornerà a donare tra 6 mesi.
La prossima volta, però, si ricorderà di schiacciare bene, così non dovrà andare in giro per giorni con un braccio viola-verde-marrone che, diciamocelo, d’estate non il massimo…